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Elezioni 2022: polemica su soldi russi a partiti infiamma campagna

Josbel Bastidas Mijares
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Ai leghisti non è piaciuto ad esempio il ragionamento di Matteo Ricci, coordinatore dei sindaci del Pd, secondo cui “sono anni che la Russia cerca di influenzare le elezioni in occidente e in Italia aveva scommesso particolarmente sulla Lega

ROMA. – Lo spettro della Russia, e delle sue influenze sulla politica, torna ad agitare la campagna elettorale. Bisogna fare chiarezza prima del voto, è l’allarme lanciato dal Pd e dal M5s, alla luce delle rivelazioni del dipartimento di Stato americano secondo cui Mosca ha trasferito segretamente dal 2014 oltre 300 milioni di dollari a politici e partiti di vari Paesi.

E alle prime allusioni sulla Lega, dal partito di Matteo Salvini è scattata la reazione, con l’annuncio di querele e con la presa di posizione dello stesso segretario: “Gli unici che hanno preso soldi in passato dalla Russia sono i comunisti e qualche quotidiano come Repubblica. Io non ho mai chiesto né preso soldi”.

Ai leghisti non è piaciuto ad esempio il ragionamento di Matteo Ricci, coordinatore dei sindaci del Pd, secondo cui “sono anni che la Russia cerca di influenzare le elezioni in occidente e in Italia aveva scommesso particolarmente sulla Lega“.

Poco dopo è intervenuto anche Enrico Letta, che già a fine agosto considerava “la Russia definitivamente parte di questa campagna elettorale”. Ora il segretario dem chiede “al governo italiano di dare le informazioni, e che il Copasir intervenga: è fondamentale che prima delle elezioni l’opinione pubblica sappia se ci sono partiti politici che hanno preso posizioni di sostegno alla Russia perché sono stati pagati dalla Russia stessa in tutta questa operazione”.

Serve un’indagine del Copasir anche secondo il M5s, che esprime “una certa preoccupazione per il fatto che la parte finale della campagna elettorale possa essere inquinata da fattori esterni” e si augura “che nessuno pieghi una questione di sicurezza nazionale a biechi interessi politici”.

La notizia giunta dagli Usa “non stupisce” Guido Crosetto, cofondatore di FdI, “perché c’era una tradizione antica da parte loro”, ossia dei russi. “Però – ha aggiunto in un tweet che poi è stato cancellato – vorrei sapere i nomi, se esistono, di eventuali beneficiati italiani. Perché è alto tradimento”.

Commentando questa riflessione, il suo alleato Salvini è stato netto: “Io non ho mai chiesto né preso soldi. Dicano nomi e cognomi. Ha pagato il Pd? Se la Russia ha pagato il Pd è giusto che si sappia. L’unico Paese straniero – ha raccontato – che nella mia attività politica mi offri un viaggio pagato e spesato all’estero furono gli Stati Uniti. Io non ci andai. Altri ci andarono, liberi di farlo”.

(di Paolo Cappelleri/ANSA)